17/12/2011
CAPPUCCETTO ROSSO
C’era una volta...
una dolce bimba, solo a vederla le volevano tutti bene, e specialmente la nonna che non sapeva più che cosa regalarle. Una volta le diede un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le donava tanto non volendo portare altro, tutti i vicini cominciarono a darle il soprannome di Cappuccetto Rosso! Un giorno sua madre le disse: “Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna, è debole e malata e si ristorerà. Sii gentile, salutala per me, e va’ da brava senza uscire di strada, se no cadi, rompi la bottiglia e la nonna resta a mani vuote.
“Sì, farò tutto per bene,” promise Cappuccetto Rosso alla mamma, e le diede la mano. Ma la nonna abitava fuori, nel bosco, a una mezz’ora dal villaggio. Quando Cappuccetto Rosso giunse nel bosco, incontrò il lupo, non ne aveva mai visto uno e quindi non ebbe paura. “Buon giorno, Cappuccetto Rosso,” disse questo. “Grazie, lupo.” - “Dove vai così presto, Cappuccetto Rosso?” - “Dalla nonna.” - “Che cos’hai sotto il grembiule?” - “Vino e focaccia per la nonna debole e vecchia; ieri abbiamo cotto il pane, così la rinforzerà!” - “Dove abita tua nonna, Cappuccetto Rosso?” - “A un buon quarto d’ora da qui, nel bosco, sotto le tre grosse querce; là c’è la sua casa, è sotto la macchia di noccioli, lo saprai già,” disse Cappuccetto Rosso. Il lupo pensò fra sé: Questa bimba tenera è un buon boccone prelibato per te, devi far in modo di acchiapparla. Fece un pezzetto di strada con Cappuccetto Rosso, poi disse: “Guarda un po’ quanti bei fiori ci sono nel bosco, Cappuccetto Rosso; perché‚ non ti guardi attorno? Credo che tu non senta neppure come cantano dolcemente gli uccellini! Te ne stai tutta seria come se andassi a scuola, ed è così allegro nel bosco!”
...non smise di guardarla neanche un po' e più strada faceva con lei al fianco e più si stupiva della dolcezza di quella bambina tenera sì... ma non perché fosse buona da mangiare... soltanto perché lui vivendo nella foresta era abituato agli scontri e ogni giorno doveva combattere contro quei luoghi comuni che descrivono il lupo come un animale subdolo e profondamente cattivo. La diffusione di quest'idea gli aveva causato non pochi problemi soprattutto considerando che non era che lui combattesse contro persone che lo ricercavano per la prelibatezza della sua carne ma solo per il convincimento che meno ce n'erano e meglio sarebbe stato per tutti. Ora la dolcezza e armonia di Cappuccetto Rosso lo stupivano perché per la prima volta dopo tanti anni si sentiva considerato e compreso e le sue parole trovavano sede in quella bambina che era distante da quelle convinzioni e che lo vedeva proprio come un amico...doveva rinunciare alle sue mire culinarie!
Le sue riflessioni di fecero via via più profonde e più intime e più i minuti passavano e più intravedeva nella bimba che gli stava vicino una straordinaria possibilità di esternare la sua vera natura.
Era un lupo infatti, ma i sentieri che percorreva insieme a quella che stava diventando sua amica, lo aiutavano a ricomporre il suo passato distratto e sgretolato dal dolore di non aver potuto essere stato l'uomo che era in lui. Un incantesimo infatti lo aveva privato della sua vera identità e lo aveva trasformato in lupo decretando la condanna ad una vita vissuta nel branco e fra i boschi.
Non esisteva bacio o formula magica che avrebbe potuto restituirgli il corpo e l'assetto di un uomo... solo l'animo non era mai cambiato ed era sempre stato sensibile e triste per il suo destino irreversibile. Ed il cammino si faceva sempre meno rarefatto e sempre più chiaro mentre pensava che quel giorno gli si stava offrendo una possibilità unica di vivere un momento di felicità insieme ad una bimba che lo considerava quasi come una persona della quale non aveva alcuna paura. Era ciò che voleva lui... il lupo e che aspettava ormai da troppo tempo. Ora che stava accanto alla risposta dei suoi desideri non poté fare altro che ringraziare Dio per aver ottenuto un momento di riposo che gli sarebbe servito ad affrontare il resto della sua vita fra l'incomprensione della gente e l'impossibilità di accettarsi così com'era diventato.
L'unica cosa che gli dispiacque in quel giorno fantastico fu che dovette lasciare la sua amica di lì a poco... era arrivata dalla nonna che non appena la vide in sua compagnia imbracciò il fucile spaventandolo e costringendolo alla fuga. Ma lui d'altro canto era abituato alla solitudine delle ombre della sera fra quelle lunghe degli alberi che popolavano il suo bosco.
variazione sul tema
per le aspirazioni
alle quali tendiamo
e
per le quali... spesso
non basta una vita intera
01:35 | Link permanente | Commenti (5) | Segnala
| OKNOtizie |
Facebook









Commenti
Mi piace questa variazione sul tema, profonda e veritiera... noi umani quando giudichiamo qualcuno in una maniera è difficile poi che cerchiamo di comprenderlo e conoscerlo più a fondo per cambiare le nostre considerazioni iniziali.
Un saluto Gianni e buon week-end!
Scritto da: Gabry | 17/12/2011
Rispondi a questo commentoUna variazione fatta bene alla intramontabile favola di
capuccetto rosso.
Un saluto da Giuseppe in attesa del Santo Natale.
Scritto da: pulvigiu | 18/12/2011
Rispondi a questo commentoCarissimo,
mi è piaciuta tantissimo questa variazione!
Cuanta bondad en caperucita roja, verdad?
Cuantas veces estamos frente a una persona maravillosa y la dejamos ir sin saber que es nuestra única oportunidad...
Siempre pensamos mal sin saber nada del otro sin mirarnos a nosotros mismos.
Que diferente sería el mundo...
Scusami ho scritto allo spagnolo!
E in anzitutto:
Grazie!
Il tempo si ferma ogni volta che trovo un'amico come te...Sempre hai parole di saggezza che nutriscono il cuore e fanno una carezza per l'anima.
Scritto da: nunziartina | 18/12/2011
Rispondi a questo commentoUn saluto ed un abbraccio Gianni per augurarti un sereno ma anche magico Natale!
Scritto da: Gabry | 22/12/2011
Rispondi a questo commentoMa lui d'altro canto era abituato alla solitudine.
Magari non era proprio tutta colpa sua; ma ormai la gente lo conosceva per questo suo aspetto, e lo evitava, e lo isolava. Tutti tranne una bambina sprovveduta...
Ciao "uomo", grazie per la visita;
Auguri di buone feste.
Francesca
Scritto da: djSisca | 23/12/2011
Rispondi a questo commentoScrivi un commento